La storia
La
storia millenaria di quel minuscolo villaggio è tutta racchiusa nel suo nome
ladino “Fuciade” ovvero luogo dove di falcia dal vocabolo ladino “Fuciar” :
impugnatura di legno della falce.Un alpeggio a 1982 metri , alle spalle del passo San Pellegrino ed ai piedi dell’imponente Cima Uomo. Una manciata di piccoli fienili immersi nel verde e nel silenzio assoluto.
Del Rifugio Fuciade si sa che è stato costruito nei primi anni ‘60 da 3 sacerdoti che lo avevano dato in gestione affinchè fosse adibito a piccolo ristoro alpino per offrire polenta, salsiccia e formaggio a chi passava di là nei mesi estivi.
Nel 1983 Sergio Rossi, nipote di uno dei tre sacerdoti, assieme alla moglie Emanuela, intravide la possibilità di creare qualcosa di speciale: l’edificio venne ristrutturato, ampliato ed arredato con estremo gusto. Furono ricavate anche 7 camere arredate diversamente ma rigorosamente con mobili ladini e tutte con bagno privato, per chi voleva provare un’esperienza di vacanza del tutto diversa.
Di anno in anno Sergio ed Emanuela hanno reinvestito i proventi del loro costante lavoro trasformando il rifugio in qualcosa di veramente unico e sono stati ripagati da una fama che è corsa per tutto lo stivale.
